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giovedì, 14 febbraio 2008

Gli sceriffi.

Come la divisa dà alla testa. Negli Stati Uniti come in Italia. Ma mentre negli Stati Uniti è lecito criticare gli abusi di potere della polizia, da noi sembra sempre che gli agenti siano esenti da macchie. Non solo engli Stati Uniti queste immagini fanno il giro dei principali quotidiani e televisioni, in Italia pare che nemmeno esistano certe telecamere. Se ci sono, non funzionano. Se funzionano, immancabilmente i filmati spariscono. Abbiamo visto come persino il caso dell'ingiustificato omicidio del diciottenne ferrarese Federico Aldrovandi sia stata nascosta per parecchio tempo e quando è stata resa di pubblico dominio i media l'hanno quasi sempre relegata tra le notizie meno altisonanti (per Studio Aperto, ad esempio, prima vengono i tanga delle dive). Negli Usa le forze dell'ordine, quando in errore, sono giustamente rpese di mira dai media, qui invece l'onestà delle più grandi menti giornalistiche tenta sempre di camuffare anche i loro abusi più evidenti. Ma non solo, siamo l'unico dei paesi cosiddetti democratici a non aver predisposto che compaia un nominativo o un numero di matricola sulle uniformi degli agenti. In Italia il caso di un quadriplegico buttato giù dalla sedia a rotelle dopo aver commesso un'infrazione stradale finirebbe su Sky TG 24?

postato da: Balos alle ore 21:53 | link | commenti
categorie: attualitĂ 
lunedì, 12 novembre 2007

Giustizia per Gabriele Sandri

Giustizia per Gabriele SandriCopio dalla rete di blog Antivirus19, sperando che non se la prendano.
postato da: Balos alle ore 01:59 | link | commenti
categorie: attualitĂ 

Proiettili magici in dotazione alla polizia italiana

Parlano a vanvera. Non sanno fare altro: sono grilli parlanti. Cosa dicano, non lo sanno nemmeno loro, non è poi così importante come la verità lampante che cercano di non far emergere. Pure codardi. Non si vergognano di percepire milioni di € per la loro codardia nei confronti dello Stato.
E’ un paese incantato, quest’Italia. Meglio di Pufflandia (qualcuno la capirà). Alcuni dei migliori cervelli del giornalismo, dello sport e della cultura non riescono a mettere a fuoco il problema. Eppure è così semplice. Non si parla di calcio, non c’entra un cazzo il pallone. E’ inutile parlare di sport e problemi connessi quando la morte di Gabriele Sandri non ha nulla a che fare con tutto questo.
Non è un grande professionista, come l’hanno definito i colleghi, uno sbirro con anni di servizio che spara a caldo, ad altezza uomo, da un autogrill che si trova addirittura sull’altra carreggiata. Ma nemmeno l’ultimo entrato alla scuola di polizia agirebbe così di fronte  ad una decina scarsa di persone che si prendono a sberle. E che giustificazione è sostenere che le persone coinvolte nella scazzottata non erano state identificate come tifosi?
Altro che Pufflandia, sembra l’Unione Sovietica: qui siamo alla
disinformatsija più pura.  C’è il questore di Arezzo in una conferenza stampa a dichiarare che “sono stati sparati per aria due proiettili”. Tutti i notiziari ti fanno credere che due colpi sparati per aria possano trapassare il collo di una persona da parte a parte. Le palle di commentare non ce le ha quasi nessuno, tranne una donna. Hanno ucciso dunque Superman in servizio o un ventinovenne comune sul sedile di un’auto? Il filmato di Sky TG 24 però va oltre: il questore viene corretto da una voce fuori campo che gli suggerisce di omettere le parole “per aria”. Allora, egregio questore, verso quale direzione sono stati sparati ‘sti proiettili che, come nella migliore tradizione, non si trovano? Perché non lo dice chiaramente che è stata presa di mira, in modo molto approssimativo, l’area dell’autogrill? Speciale TG1 ripete più volte il fatidico “per aria”, ma l’inviata, onestamente, si pone dei dubbi. Ma ci prende per il culo la polizia? Secondo il TG5, invece, alla conferenza stampa non erano ammesse domande da parte dei giornalisti. Se non erano ammesse, perché nessun altro lo ha sottolineato? Se è vero, cosa c’era da nascondere?
Per una volta non beatifichiamo gli angeli con la divisa, gli angeli che per eccesso di zelo (lo chiamiamo così o in quale altro modo?) hanno ucciso per sbaglio. Gli angeli che, quando svaccano, scaricano sugli altri le proprie colpe. L’abbiamo visto anche a Piacenza al Derby del Po quando hanno lanciato un lacrimogeno nella cucina di una villetta, dove una famiglia stava cenando. Immediatamente hanno diffuso una versione del tutto fuoriviante, cioè quella di un fumogeno lanciato dagli ultras del Piacenza o della Cremonese. Poi però la baggianata non regge più, un fumogeno tirato a mano non sfonda i doppi serramenti bruciandoli e impestando per ore un’abitazione. Così è stato oggi: anche in questo caso una versione che non corrispondeva al vero.
Non chiamiamoli nemmeno angeli. Gli angeli non sono di questa terra e quindi non fanno errori, specialmente così drammatici. Secondo l’angelologia, gli esseri di luce hanno a cuore la vita dell’uomo, non la spezzano con tale leggerezza.
Lo dicano chiaro i giornalisti cos’è successo, invece di nascondere la verità in mezzo a quel mare di parole vuote e commenti senza senso. Quando scorrono l’elenco delle tragedie degli stadi, perché omettono dalla lista dei morti Stefano Furlan, Celestino Colombi, Fabio Di Maio e altri (oltre a quelli cui furono negati i soccorsi in seguito a malori che li portarono al decesso)?.
Manganelli (con un cognome così non verrebbe nemmeno da prenderlo sul serio, ma non è momento da barzellette) dice che la polizia si assumerà le proprie colpe: ci crediamo ancora? Sveglia, italiani! Siamo l’unico dei paesi cosiddetti civili che non fornisce, sulle divise delle forze dell’ordine, un segno visibile di riconoscimento dell’agente come il nominativo o il numero di matricola. Ve li ricordate gli “angeli” quando manganellavano selvaggiamente donne e anziani, facendo rotolare giù per le gradinate un invalido in carrozzella durante un Roma-Manchester? Se ne parlò solo grazie all’intervento del governo britannico che si mosse per tutelare i propri cittadini. Bene, seppiatelo, episodi del genere sono la prassi negli stadi.
Cercate tutti di occultare il punto della vicenda, ma l’11 novembre un ventottenne è morto senza alcuna ragione. E del plexiglass infranto a Bergamo o dei vetri andati in pezzi nella metropolitana di Milano a me non frega una madonna.
In autogrill hanno rinvenuto dei coltelli e altri oggetti contundenti. Eppure i proiettili sono introvabili, altro mistero di questo paese incantato. Sarà vero come nel caso delle armi rinvenute nella scuola Diaz nei giorni roventi del G8? Per chi non ha memoria: suddette armi per magia sparirono e in sede processuale vennero esibiti una cazzuola e un secchio prelevati da un cantiere contiguo.
Cari signori dello Stato (vale per il governo prodi come per l’ex di Berlusconi), l’avete capita che con la repressione delle vostre idiote leggi speciali, con la coercizione e con la violenza legale delle forze dell’ordine non avete risolto un cazzo? Questa volta ad uccidere, a premere un grilletto con la massima faciloneria, è stato uno dei vostri uomini.
E’ inaccettabile la rivolta degli ultras. Mi può stare bene. Ma perché nessuno usa lo stesso aggettivo per lo sparo, per definire quello che è un omicidio volontario? Quando con la mancata sospensione delle partite, contrariamente a quanto avvenne dopo la morte dell’ispettore Raciti, dimostrano che la morte di un tifoso vale meno di quella di un poliziotto, che cosa si aspetta lo Stato? Proprio quello  Stato che parla di tutelare gli spettatori quando poi non riesce nemmeno a difenderli, non solo alla domenica, ma neppure gli altri giorni sotto casa, laciandoli in balia dei delinquenti aumentati con l’immigrazione selvaggia.
Dopo i fatti del G8 fu chiesta la testa di Scajola il quale si dimise. Ora tocca a qualcun altro. Amato, fai la valigia anche tu insieme ai rom. Il problema grave dell’Italia non sono gli ultras.

postato da: Balos alle ore 01:42 | link | commenti
categorie: attualitĂ 
sabato, 03 novembre 2007

Rumeni dappertutto.

Ti ritrovi ammalato al venerdi sera a guardare la tele. Non puoi andare a Piacenza al Temple Bar come d'abitudine e ti piazzi sul divano col panno a fare zapping. Più o meno contemporaneamente due dei tre canali di stato trasmettono degli approfondimenti sull'immigrazione rumena. Su RAI 2 la giornalista testualmente dice: "Sì, l'avete sentito. Ci sono dei degli straneiri che vengono in Italia appositamente per delinquere" Grazie, bella scoperta. Fino a ieri eravamo xenofobi, ora te lo ripetono pure da via Teulada. Razzisti pure loro? Prima, però, come correttivo per scongiurare forme d'intolleranza, ti mostrano i rumeni ben integrati nel nostro tessuto sociale, quelli che parlano con l'accento romano (non rumeno), il proprietario del rispettabile bar frequentato da una clientela italiana, le donne delle pulzie delle quali non potrebbero fare a meno tante famiglie, la giornalista di Bucarest che ci riferisce della grande cultura di quest'altro paese latino. Grazie, anche questo non l'avremmo mai immaginato senza la dotta divulgazione RAI, da pieriangela della sociologia spiccia. Quanto meno spero anch'io che gli italiani rimasti un po' indietro (quelli di qui sempre impegnati ad ammucchiare in banca e a saziarsi di tortelli, le uniche cose che riempiono la vita dei piacentini) capiscano finalmente che i rumeni con noi condividono le stesse origini culturali, che non sono mostri a due teste come s'è visto dai loro volti indistinguibili dai nostri..
Intanto il problema rimane, TG7 e RAI Edu non sono mica come il Gabibbo o Capitan Ventosa che risolvono i guai a chi lo richiede dal piccolo schermo e solo col tempo vedremo se le misure di questo governo tarlato daranno frutti..
A casa davanti alla tv, dunque. Niente Temple come sono solito fare  le sere del fine settimana
da diversi anni a questa parte. Non c'ero neppure mercoledì quando nella notte di Halloween un ragazzo è stato malmenato proprio da un rumeno (piove sempre sul bagnato!) che gli ha rubato un telefono cellulare di scarso valore. E poi Bobby Reggi e soci ti dicono che a Piacenza non abbiamo problemi con l'immigrazione, che da noi non succede nulla, che è solo una percezione d'insicurezza del cittadino condizionato dal clamore creato dai mezzi di comunicazione. Farebbero bene a correggere queste loro formulazioni, dicendo invece che a Piacenza non si sono ancora verificati crimini efferati e sanguinari come quelli di Roma (l'omicidio in metropolitana  o lo stupro con successiva uccisione fuori da una stazione ferroviaria). Perchè fino a prova contraria, prima di mercoledì al Temple nessuno, rumeno o italiano,  era mai venuto per ragioni che non fossero quelle di bere una birra o di incontrare altra gente.
Intanto proprio ora Sky TG24 ripete la notizia di una spedizione punitiva a danni dei rumeni: tre risultano feriti. Adesso stiamo bene, stanno già arrivando le prefiche rosse a piangere per gli stranieri vittime del razzismo. Eppure qualcuno continuava a dirlo che era ora di dare un giro di vite, qualcun altro ripeteva che sarebbe stato meglio smetterla di darsi un tono facendo ostentando misure dittatoriali negli stadi quando il problema dell'Italia è per strada e non nelle curve. Qualcuno infatti ha sempre suggerito che quellli che ora sono scontri tra diverse fedi calcistiche (un tempo politiche), un domani saranno violenze con motivazioni etniche. E poi non si accusino il bianco, il benestante, il borghese, il capitalista, Berlusconi o l'America di questi come di tutti gli altri mali.
Dolcetto o scherzetto, Bobby e signori democratisci di Roma?
postato da: Balos alle ore 02:11 | link | commenti (2)
categorie: politica, immigrazione, attualitĂ , dal piacentino
lunedì, 29 ottobre 2007

Goodbye cumenda!

Ciao commendatore Zampetti, hai fatto divertire un sacco noi bambini degli anni Ottanta coi tuoi improbabili salami industriali e coi tuoi slogan strampalati che ripetevamo per avere classe, aspiranti baby yuppie di campagna con gli occhiali a specchio e il berretto girato alla Yo.
Gli altri are nothing!

postato da: Balos alle ore 14:27 | link | commenti
categorie: video, les neiges d antan

Ma che cattivi!

E abbiate un po' fiducia nei giovani in questo paese di mummie e carcasse marcescenti!!! Invece di motivarli, li demolite quando sono ancora alle prime armi!  Poverina, stroncarla così...
postato da: Balos alle ore 01:33 | link | commenti
categorie: la smemo della campa, dal piacentino
lunedì, 22 ottobre 2007

Mera cronaca poetica.

Onore ai Baustelle:
morire la domenica
chiesa cattolica
estetica anestetica
provincia cronica.

tramonto piacentinoTramonti piacentini cronici d'autunno.
postato da: Balos alle ore 01:41 | link | commenti (2)
categorie: delirium, la smemo della campa
mercoledì, 17 ottobre 2007

Manifestazione Alleanza Nazionale, Roma, 13/10/07

Alcune mie foto della manifestazione di AN a Roma.

bandiera Azione GiovanistriscioniAzione Giovani Piacenzacorteobamboccionidouble decker per Palazzo Chigirievocazione storicacomizio di Gianfranco Fini 2comizio di Gianfranco Fini 1comizio Gianfranco Fini 3balconataGianfranco Fini
Pizza e Mortadella
postato da: Balos alle ore 14:38 | link | commenti (2)
categorie: politica, la smemo della campa

O?

Totò, dopo rompo l'osso.

Dedica al maestro Giulocchi.
postato da: Balos alle ore 02:37 | link | commenti
categorie: delirium
domenica, 14 ottobre 2007

Messaggeria istantanea.

Dalla gente di Bologna alle strade di Roma: una comunicazione urgente per Romano Prodi.

messaggeria_istantanea
postato da: Balos alle ore 14:49 | link | commenti
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